S. FAUSTI – Gesù, dopo aver chiesto per i discepoli presenti, chiede le stesse cose per quelli che crederanno in Lui attraverso la loro Parola.Tra questi siamo anche noi, gli attuali lettori del Vangelo. Come il futuro dei fratelli presenti, così anche i fratelli futuri sono già presenti nella preghiera del Figlio, che tutti abbraccia e a ciascuno dona il Suo rapporto con il Padre. Gesù è inviato al mondo per manifestare il “Nome” : è il Figlio che ci mostra il Padre , amandoci con lo stesso amore con il quale è amato da Lui. La Chiesa, unita al Figlio e al Padre, continua la missione di Gesù. Gesù chiede, anche per i discepoli futuri, che siano “uno”. L'essere uno nell'amore rivela sulla terra la santità di Dio unico Padre di tutti. Nell'unione tra i fratelli si conosce il Padre e il Suo amore. L'unione tra i fratelli è la “Gloria”, il cielo che si riflette sulla terra: Dio si rivela al creato e lo deifica, a lode sua e salvezza nostra. Questa unione tra i fratelli è infatti la continuazione, nello spazio e nel tempo dell'incarnazione del Figlio. Questa è la glorificazione Sua e del Padre , che Gesù chiede all'inizio della Sua preghiera. I discepoli, pur restando nel mondo, uniti a Gesù come i tralci alla vite, sono “uno” nel Figlio e nel Padre. Vivono della stessa vita, immersi nell'abisso senza fondo del loro amore reciproco, grembo unico di tutto. Sono “uno” in Dio, in cielo ; per questo sono “uno” anche sulla terra. Attraverso il nostro amore fraterno tutti gli uomini possono conoscere Dio come Padre ; nessuno escluso, perchè tutti siamo Suoi figli amati. Il frutto della nostra missione viene dalla nostra unione con il Figlio, che ci unisce al Padre e tra di noi. La missione non è che l'irradiamento della Gloria : il mondo vede il Padre nel volto dei fratelli di Colui che ha detto :” Chi ha visto me, ha visto il Padre” ( 14, 9). Alla luce di questa preghiera comprendiamo il senso profondo della storia e dei suoi attori dal punto di vista di chi l'ha messa in moto. Al principio c'è il Padre che dà tutto al Figlio e lo “glorifica”, “custodendo” e “santificando nella verità” i Suoi discepoli : il Figlio, a sua volta, “dà” ai discepoli “ vita eterna “,le Sue “parole”,la “Parola” e la “Gloria”, “manifestando “ e “facendo conoscere” il “Nome “ del Padre, perchè giungano a “essere uno” tra di loro, con Lui e il Padre, partecipando alla Sua “gioia completa” di Figlio. Gesù ha riversato su di noi l'amore che ha ricevuto dal Padre. Per questo abbiamo la Sua gloria, tutto il Suo potere : siamo Suoi figli e possiamo amarci come Lui ci ha amati. Il Figlio è nei credenti che Lo amano perchè li ha amati. Il Padre a sua volta, è in noi come nel Figlio che Lo ama. Siamo “uno” come Dio, perchè in noi dimora il Figlio e anche il Padre, che in Lui dimora, come Lui nel Padre. “Affinchè il mondo lo conosca come “il Figlio” mandato a “manifestare l'Amore “ del Padre. Queste semplici parole racchiudono insieme il destino della terra e del cielo, del tempo e dell'eternità: l'universo intero è attirato e pervaso dalla Gloria. Alla fine tutti saremo figli, conosceremo l'Amore del Padre e potremo dire : “ Abbiamo riconosciuto e creduto all'Amore che Dio ha per noi.Dio e Amore, , chi sta nell'Amore dimora in Dio e Dio dimora in lui “(1 Gv 4,16). Il fine e il mezzo della missione , sia per Gesù che per i Suoi discepoli, è sempre e solo l'Amore. Nella misura in cui i discepoli crescono nella unità fraterna, manifestano al mondo il volto del Figlio inviato dal Padre. L'unione tra i discepoli fa conoscere al mondo l'Amore che il Padre ha per il Figlio : è lo stesso del Figlio per i fratelli e dei fratelli tra di loro (13,34 – 15,12). La rivelazione di Gesù tocca qui il Suo vertice . noi siamo una cosa sola con il Padre , che ci ama con lo stesso Amore unico e totale con cui ama il Figlio Suo unigenito.
Il credente è davvero entusiasta (= respira in Dio) , perchè è nel Padre e nel Figlio, che lo amano di amore eterno. Di questo Amore infinito tutti abbiamo sete : è necessario come l'acqua per vivere. Desideriamo che ci sia, ma temiamo che non ci sia. Gesù è venuto a donarcelo. E' ciò che contempleremo nel seguito del Vangelo. LETTURA DEL GIORNO 6 GIUGNO Dagli Atti degli Apostoli At 22,30; 23,6-11
In quei giorni, [il comandante della corte,] volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui Paolo veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro. Paolo, sapendo che una parte era di sadducèi e una parte di farisei, disse a gran voce nel sinedrio: «Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei; sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti». Appena ebbe detto questo, scoppiò una disputa tra farisei e sadducèi e l'assemblea si divise. I sadducèi infatti affermano che non c'è risurrezione né angeli né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose. Ci fu allora un grande chiasso e alcuni scribi del partito dei farisei si alzarono in piedi e protestavano dicendo: «Non troviamo a di male in quest'uomo. Forse uno spirito o un angelo gli ha parlato». La disputa si accese a tal punto che il comandante, temendo che Paolo venisse linciato da quelli, ordinò alla truppa di scendere, portarlo via e ricondurlo nella fortezza. La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: «Coraggio! Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario che tu dia testimonianza anche a Roma».
VANGELO DEL GIORNO Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 17,20-26
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
PAROLE DEL SANTO PADRE Paolo dà fastidio: è un uomo che con la sua predica, con il suo lavoro, con il suo atteggiamento dà fastidio, perché proprio annunzia Gesù Cristo e l’annunzio di Gesù Cristo alle nostre comodità, tante volte alle nostre strutture comode - anche cristiane, no? - dà fastidio. Il Signore sempre vuole che noi andiamo più avanti, più avanti, più avanti… Che noi non ci rifugiamo in una vita tranquilla o nelle strutture caduche. Aveva proprio il fervore apostolico. Non era un uomo di compromesso. No! La verità: avanti! L’annunzio di Gesù Cristo: avanti!” Dunque chiediamo allo Spirito Santo questa grazia dello zelo apostolico, cristiani con zelo apostolico. E se diamo fastidio, benedetto sia il Signore. Avanti, come dice il Signore a Paolo: "Coraggio"! (Santa Marta, 16 maggio 2013)
S. FAUSTI – Gesù, dopo aver chiesto per i discepoli presenti, chiede le stesse cose per quelli che crederanno in Lui attraverso la loro Parola.Tra questi siamo anche noi, gli attuali lettori del Vangelo.
RispondiEliminaCome il futuro dei fratelli presenti, così anche i fratelli futuri sono già presenti nella preghiera del Figlio, che tutti abbraccia e a ciascuno dona il Suo rapporto con il Padre.
Gesù è inviato al mondo per manifestare il “Nome” : è il Figlio che ci mostra il Padre , amandoci con lo stesso amore con il quale è amato da Lui. La Chiesa, unita al Figlio e al Padre, continua la missione di Gesù.
Gesù chiede, anche per i discepoli futuri, che siano “uno”. L'essere uno nell'amore rivela sulla terra la santità di Dio unico Padre di tutti.
Nell'unione tra i fratelli si conosce il Padre e il Suo amore. L'unione tra i fratelli è la “Gloria”, il cielo che si riflette sulla terra: Dio si rivela al creato e lo deifica, a lode sua e salvezza nostra.
Questa unione tra i fratelli è infatti la continuazione, nello spazio e nel tempo dell'incarnazione del Figlio.
Questa è la glorificazione Sua e del Padre , che Gesù chiede all'inizio della Sua preghiera.
I discepoli, pur restando nel mondo, uniti a Gesù come i tralci alla vite, sono “uno” nel Figlio e nel Padre.
Vivono della stessa vita, immersi nell'abisso senza fondo del loro amore reciproco, grembo unico di tutto.
Sono “uno” in Dio, in cielo ; per questo sono “uno” anche sulla terra.
Attraverso il nostro amore fraterno tutti gli uomini possono conoscere Dio come Padre ; nessuno escluso, perchè tutti siamo Suoi figli amati.
Il frutto della nostra missione viene dalla nostra unione con il Figlio, che ci unisce al Padre e tra di noi.
La missione non è che l'irradiamento della Gloria : il mondo vede il Padre nel volto dei fratelli di Colui che ha detto :” Chi ha visto me, ha visto il Padre” ( 14, 9).
Alla luce di questa preghiera comprendiamo il senso profondo della storia e dei suoi attori dal punto di vista di chi l'ha messa in moto.
Al principio c'è il Padre che dà tutto al Figlio e lo “glorifica”, “custodendo” e “santificando nella verità” i Suoi discepoli : il Figlio, a sua volta, “dà” ai discepoli “ vita eterna “,le Sue “parole”,la “Parola” e la “Gloria”, “manifestando “ e “facendo conoscere” il “Nome “ del Padre, perchè giungano a “essere uno” tra di loro, con Lui e il Padre, partecipando alla Sua “gioia completa” di Figlio.
Gesù ha riversato su di noi l'amore che ha ricevuto dal Padre. Per questo abbiamo la Sua gloria, tutto il Suo potere : siamo Suoi figli e possiamo amarci come Lui ci ha amati.
Il Figlio è nei credenti che Lo amano perchè li ha amati.
Il Padre a sua volta, è in noi come nel Figlio che Lo ama.
Siamo “uno” come Dio, perchè in noi dimora il Figlio e anche il Padre, che in Lui dimora, come Lui nel Padre. “Affinchè il mondo lo conosca come “il Figlio” mandato a “manifestare l'Amore “ del Padre. Queste semplici parole racchiudono insieme il destino della terra e del cielo, del tempo e dell'eternità: l'universo intero è attirato e pervaso dalla Gloria.
Alla fine tutti saremo figli, conosceremo l'Amore del Padre e potremo dire : “ Abbiamo riconosciuto e creduto all'Amore che Dio ha per noi.Dio e Amore, , chi sta nell'Amore dimora in Dio e Dio dimora in lui “(1 Gv 4,16).
Il fine e il mezzo della missione , sia per Gesù che per i Suoi discepoli, è sempre e solo l'Amore.
Nella misura in cui i discepoli crescono nella unità fraterna, manifestano al mondo il volto del Figlio inviato dal Padre.
L'unione tra i discepoli fa conoscere al mondo l'Amore che il Padre ha per il Figlio : è lo stesso del Figlio per i fratelli e dei fratelli tra di loro (13,34 – 15,12).
La rivelazione di Gesù tocca qui il Suo vertice . noi siamo una cosa sola con il Padre , che ci ama con lo stesso Amore unico e totale con cui ama il Figlio Suo unigenito.
Il credente è davvero entusiasta (= respira in Dio) , perchè è nel Padre e nel Figlio, che lo amano di amore eterno.
RispondiEliminaDi questo Amore infinito tutti abbiamo sete : è necessario come l'acqua per vivere.
Desideriamo che ci sia, ma temiamo che non ci sia.
Gesù è venuto a donarcelo. E' ciò che contempleremo nel seguito del Vangelo.
LETTURA DEL GIORNO 6 GIUGNO
Dagli Atti degli Apostoli
At 22,30; 23,6-11
In quei giorni, [il comandante della corte,] volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui Paolo veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio; fece condurre giù Paolo e lo fece comparire davanti a loro.
Paolo, sapendo che una parte era di sadducèi e una parte di farisei, disse a gran voce nel sinedrio: «Fratelli, io sono fariseo, figlio di farisei; sono chiamato in giudizio a motivo della speranza nella risurrezione dei morti».
Appena ebbe detto questo, scoppiò una disputa tra farisei e sadducèi e l'assemblea si divise. I sadducèi infatti affermano che non c'è risurrezione né angeli né spiriti; i farisei invece professano tutte queste cose. Ci fu allora un grande chiasso e alcuni scribi del partito dei farisei si alzarono in piedi e protestavano dicendo: «Non troviamo a di male in quest'uomo. Forse uno spirito o un angelo gli ha parlato».
La disputa si accese a tal punto che il comandante, temendo che Paolo venisse linciato da quelli, ordinò alla truppa di scendere, portarlo via e ricondurlo nella fortezza.
La notte seguente gli venne accanto il Signore e gli disse: «Coraggio! Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario che tu dia testimonianza anche a Roma».
VANGELO DEL GIORNO
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 17,20-26
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».
PAROLE DEL SANTO PADRE
Paolo dà fastidio: è un uomo che con la sua predica, con il suo lavoro, con il suo atteggiamento dà fastidio, perché proprio annunzia Gesù Cristo e l’annunzio di Gesù Cristo alle nostre comodità, tante volte alle nostre strutture comode - anche cristiane, no? - dà fastidio. Il Signore sempre vuole che noi andiamo più avanti, più avanti, più avanti… Che noi non ci rifugiamo in una vita tranquilla o nelle strutture caduche. Aveva proprio il fervore apostolico. Non era un uomo di compromesso. No! La verità: avanti! L’annunzio di Gesù Cristo: avanti!”
Dunque chiediamo allo Spirito Santo questa grazia dello zelo apostolico, cristiani con zelo apostolico. E se diamo fastidio, benedetto sia il Signore. Avanti, come dice il Signore a Paolo: "Coraggio"! (Santa Marta, 16 maggio 2013)
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