FAUSTI Il tradimento è di “ uno di voi “, uno dei Dodici.Il nemico non è l'altro, l'estraneo. E' l'amico intimo, amato e scelto dal Signore, che in anticipo ne conosce la defezione. Questo “uno di voi” rappresenta tutti noi. Il nostro tradimento è il risultato ultimo di quella menzogna che ci impedisce di riconoscere l'Amore di Dio per noi. I discepoli si guardano in faccia, per vedere chi è il traditore. Ognuno pensa che possa essere chiunque altro al di fuori di lui. Tranne Giuda, l'unico che sa. Egli fa da specchio a tutti, chiamati a riconoscersi in lui, al quale è rivelato l'amore incondizionato con cui è amato. Alla domanda che ciascuno si fa : “Sono forse io?”, ognuno alla fine può rispondere: “Sì, sono io!”. Devo scoprire che Giuda è mio fratello, mio gemello. Anzi, io stesso. In lui, infatti, qualunque sia stato o sia il mio rapporto con Gesù, vedo la mia verità profonda , l'amore assoluto del mio Signore per me. Discepolo è colui che, invece di guardare se stesso, che ha rinnegato o tradito, guarda il Signore che lo ama. “Colui che Gesù amava” : appare qui, per la prima volta, quest'espressione che, secondo la tradizione, indica il discepolo Giovanni, autore di questo Vangelo. In effetti il quarto Vangelo è tutta una contemplazione del mistero di Gesù, visto con gli occhi di chi ha scoperto come Gesù lo ama. Costui lo segue nel processo, sta ai piedi della croce, testimonia ciò che ha visto, riceve l'annuncio del Risorto sulla riva del lago(21,7), rimane fino al ritorno del Signore e sta all'origine del racconto evangelico. Questo discepolo è il prototipo dell'uomo che ha capito il Vangelo e lo testimonia ai fratelli, perchè facciano la sua stessa esperienza. Infatti il senso profondo del Vangelo non può coglierlo se non chi abbia poggiato il capo sul petto di Gesù. Il discepolo, che prima era nel grembo, ora è sul petto :passa dal grembo che lo genera al cuore che lo ama. E' quel petto il cui fianco sarà aperto dalla lancia. La sua intimità col Figlio, è risposta all'intimità del Figlio verso tutti i fratelli, che si manifesterà pienamente nel boccone dato a chi lo tradisce. Questo discepolo chiede chi sia il traditore. Il Signore glielo rivelerà attraverso il segno massimo di amore che si possa dare. Nel tradimento infatti si manifesta il trionfo dell'amore , come solo nell'amore si coglie il vero senso del tradimento. In greco la parola immergere ha la stessa radice di battezzare. Questo boccone è Gesù stesso, battezzato nella morte per dare a noi la Sua carne e il Suo sangue. Giuda ha la cassa comune ; non è proprietà sua, ma di tutti.Anche per ciascuno di noi, ciò che abbiamo e siamo non è proprietà privata: è un dono da gestire per il bene comune. Giuda, come tutti, è ladro perchè se ne appropria. Questo furto rappresenta il peccato di Adamo, di Israele e di ogni uomo, che vuol possedere ciò che è dono, senza accorgersi che così lo distrugge. Se la perdizione dell'uomo è rubare ciò che è donato, la salvezza del Figlio dell'uomo è donare ciò che gli è rubato.
Antifona Non gettarmi in preda ai miei avversari. Contro di me si sono alzati falsi testimoni che soffiano violenza. (Sal 26,12)
Colletta Concedi a questa tua famiglia, o Padre, di celebrare con fede i misteri della passione del tuo Figlio per gustare la dolcezza del tuo perdono. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra. (Secondo canto del Servo del Signore) Dal libro del profeta Isaìa Is 49,1-6
Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all'ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua farètra. Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria». Io ho risposto: «Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio». Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele - poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza -, e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 70 (71)
R. La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza. Oppure: R.Proclamerò, Signore, la tua salvezza.
In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso. Per la tua giustizia, liberami e difendimi, tendi a me il tuo orecchio e salvami. R.
Sii tu la mia roccia, una dimora sempre accessibile; hai deciso di darmi salvezza: davvero mia rupe e mia fortezza tu sei! Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio. R.
Sei tu, mio Signore, la mia speranza, la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. R.
La mia bocca racconterà la tua giustizia, ogni giorno la tua salvezza, che io non so misurare. Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito e oggi ancora proclamo le tue meraviglie. R.
Salve, nostro Re, obbediente al Padre: sei stato condotto alla croce, come agnello mansueto al macello.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Vangelo Uno di voi mi tradirà... Non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 13,21-33.36-38
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».
Le Parole dei Papi «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò» (Gv 13,26). Con questo gesto semplice e umile, Gesù porta avanti e a fondo il suo amore. Non perché ignori ciò che accade, ma proprio perché vede con chiarezza. Ha compreso che la libertà dell’altro, anche quando si smarrisce nel male, può ancora essere raggiunta dalla luce di un gesto mite. Perché sa che il vero perdono non aspetta il pentimento, ma si offre per primo, come dono gratuito, ancor prima di essere accolto. Giuda, purtroppo, non comprende. Dopo il boccone – dice il Vangelo – «Satana entrò in lui» (v. 27). Questo passaggio ci colpisce: come se il male, fino a quel momento nascosto, si manifestasse dopo che l’amore ha mostrato il suo volto più disarmato. E proprio per questo, fratelli e sorelle, quel boccone è la nostra salvezza: perché ci dice che Dio fa di tutto – proprio tutto – per raggiungerci, anche nell’ora in cui noi lo respingiamo. È qui che il perdono si rivela in tutta la sua potenza e manifesta il volto concreto della speranza. Non è dimenticanza, non è debolezza. È la capacità di lasciare libero l’altro, pur amandolo fino alla fine. L’amore di Gesù non nega la verità del dolore, ma non permette che il male sia l’ultima parola. Questo è il mistero che Gesù compie per noi, al quale anche noi, a volte, siamo chiamati a partecipare. (Leone XIV - Udienza generale, 20 agosto 2025)
FAUSTI Il tradimento è di “ uno di voi “, uno dei Dodici.Il nemico non è l'altro, l'estraneo.
RispondiEliminaE' l'amico intimo, amato e scelto dal Signore, che in anticipo ne conosce la defezione.
Questo “uno di voi” rappresenta tutti noi. Il nostro tradimento è il risultato ultimo di quella menzogna che ci impedisce di riconoscere l'Amore di Dio per noi.
I discepoli si guardano in faccia, per vedere chi è il traditore.
Ognuno pensa che possa essere chiunque altro al di fuori di lui.
Tranne Giuda, l'unico che sa. Egli fa da specchio a tutti, chiamati a riconoscersi in lui, al quale è rivelato l'amore incondizionato con cui è amato. Alla domanda che ciascuno si fa : “Sono forse io?”, ognuno alla fine può rispondere: “Sì, sono io!”. Devo scoprire che Giuda è mio fratello, mio gemello. Anzi, io stesso. In lui, infatti, qualunque sia stato o sia il mio rapporto con Gesù, vedo la mia verità profonda , l'amore assoluto del mio Signore per me. Discepolo è colui che, invece di guardare se stesso, che ha rinnegato o tradito, guarda il Signore che lo ama.
“Colui che Gesù amava” : appare qui, per la prima volta, quest'espressione che, secondo la tradizione, indica il discepolo Giovanni, autore di questo Vangelo.
In effetti il quarto Vangelo è tutta una contemplazione del mistero di Gesù, visto con gli occhi di chi ha scoperto come Gesù lo ama. Costui lo segue nel processo, sta ai piedi della croce, testimonia ciò che ha visto, riceve l'annuncio del Risorto sulla riva del lago(21,7), rimane fino al ritorno del Signore e sta all'origine del racconto evangelico. Questo discepolo è il prototipo dell'uomo che ha capito il Vangelo e lo testimonia ai fratelli, perchè facciano la sua stessa esperienza.
Infatti il senso profondo del Vangelo non può coglierlo se non chi abbia poggiato il capo sul petto di Gesù. Il discepolo, che prima era nel grembo, ora è sul petto :passa dal grembo che lo genera al cuore che lo ama.
E' quel petto il cui fianco sarà aperto dalla lancia.
La sua intimità col Figlio, è risposta all'intimità del Figlio verso tutti i fratelli, che si manifesterà pienamente nel boccone dato a chi lo tradisce. Questo discepolo chiede chi sia il traditore.
Il Signore glielo rivelerà attraverso il segno massimo di amore che si possa dare.
Nel tradimento infatti si manifesta il trionfo dell'amore , come solo nell'amore si coglie il vero senso del tradimento.
In greco la parola immergere ha la stessa radice di battezzare. Questo boccone è Gesù stesso, battezzato nella morte per dare a noi la Sua carne e il Suo sangue.
Giuda ha la cassa comune ; non è proprietà sua, ma di tutti.Anche per ciascuno di noi, ciò che abbiamo e siamo non è proprietà privata: è un dono da gestire per il bene comune.
Giuda, come tutti, è ladro perchè se ne appropria. Questo furto rappresenta il peccato di Adamo, di Israele e di ogni uomo, che vuol possedere ciò che è dono, senza accorgersi che così lo distrugge.
Se la perdizione dell'uomo è rubare ciò che è donato,
la salvezza del Figlio dell'uomo è donare ciò che gli è rubato.
Antifona
RispondiEliminaNon gettarmi in preda ai miei avversari.
Contro di me si sono alzati falsi testimoni
che soffiano violenza. (Sal 26,12)
Colletta
Concedi a questa tua famiglia, o Padre,
di celebrare con fede
i misteri della passione del tuo Figlio
per gustare la dolcezza del tuo perdono.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra.
(Secondo canto del Servo del Signore)
Dal libro del profeta Isaìa
Is 49,1-6
Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all'ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua farètra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
- poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza -,
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d'Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all'estremità della terra».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 70 (71)
R. La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
Oppure:
R.Proclamerò, Signore, la tua salvezza.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami. R.
Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio. R.
Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. R.
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza,
che io non so misurare.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie. R.
Acclamazione al Vangelo
Lode e onore a te, Signore Gesù!
RispondiEliminaSalve, nostro Re, obbediente al Padre:
sei stato condotto alla croce,
come agnello mansueto al macello.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Vangelo
Uno di voi mi tradirà... Non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 13,21-33.36-38
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
RispondiElimina«È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò» (Gv 13,26). Con questo gesto semplice e umile, Gesù porta avanti e a fondo il suo amore. Non perché ignori ciò che accade, ma proprio perché vede con chiarezza. Ha compreso che la libertà dell’altro, anche quando si smarrisce nel male, può ancora essere raggiunta dalla luce di un gesto mite. Perché sa che il vero perdono non aspetta il pentimento, ma si offre per primo, come dono gratuito, ancor prima di essere accolto. Giuda, purtroppo, non comprende. Dopo il boccone – dice il Vangelo – «Satana entrò in lui» (v. 27). Questo passaggio ci colpisce: come se il male, fino a quel momento nascosto, si manifestasse dopo che l’amore ha mostrato il suo volto più disarmato. E proprio per questo, fratelli e sorelle, quel boccone è la nostra salvezza: perché ci dice che Dio fa di tutto – proprio tutto – per raggiungerci, anche nell’ora in cui noi lo respingiamo. È qui che il perdono si rivela in tutta la sua potenza e manifesta il volto concreto della speranza. Non è dimenticanza, non è debolezza. È la capacità di lasciare libero l’altro, pur amandolo fino alla fine. L’amore di Gesù non nega la verità del dolore, ma non permette che il male sia l’ultima parola. Questo è il mistero che Gesù compie per noi, al quale anche noi, a volte, siamo chiamati a partecipare. (Leone XIV - Udienza generale, 20 agosto 2025)