FAUSTI – Per la settima volta si parla di “lavare i piedi”. Gesù lo ripeterà , subito dopo, per altre due volte “ Se dunque io, il Signore e Maestro, lavai i vostri piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni degli altri”. E' il centro del mistero da comprendere. Prima di lavare i piedi, Gesù si è spogliato per vestirsi da servo, : ha deposto la sua vita per metterla a nostro servizio. Quando la riprende dinuovo, secondo il comando del Padre (10,18) non si toglie la veste di servo. Questa rivela in eterno la sua gloria. Gesù è in mezzo a noi come Colui che serve. Nel servizio vicendevole noi abbiamo parte con Lui . Entriamo nella Trinità , partecipando della vita stessa di Dio, che è amore dato e corrisposto. Questo è il significato profondo dell'Eucaristia, nostra Pasqua, manifestazione del Dio Amore e salvezza dell'uomo. Quanto Gesù ha fatto è il modello da imitare . Se ci amiamo gli uni gli altri, conosciamo la via per essere dove Lui è. La presenza nuova e definitiva di Dio nel mondo è l'amore. Il tema della vita e della luce, fin qui dominante nel Vangelo, sfocia in quello dell'amore. E l'amore, luce vera della vita, si realizza non nelle parole o con la lingua , ma nella verità dei fatti., nell'essere a servizio gli uni degli altri.La beatitudine è fare queste cose. Ma nessuno può farle se prima non le conosce. Uno fa ciò che sa. Noi, come Pietro, ancora non le sappiamo, né le facciamo; vorremmo che neppure il Signore le facesse. “Queste cose” ci sono dette adesso, perchè dopo, quando saranno accadute, le possiamo comprendere. Come un ritornello martellante, il pensiero di Gesù ricorre a Giuda, che non partecipa a questa beatitudine. E' la sua preoccupazione di fondo : come salvare il fratello perduto? Gesù, il Figlio che conosce l'amore del Padre, conosce anche il proprio amore per i fratelli che ha scelto. La Sua elezione non esclude nessuno, altrimenti non sarebbe Figlio del Padre di tutti. “Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me, chi accoglie me , accoglie Colui che mi mandò” Le conseguenze di questo atteggiamento di Gesù per la Chiesa e la sua missione sono evidenti : Giuda è apostolo, scelto e inviato.Anche se infedele, il Signore gli è fedele.Accogliere lui e chiunque altro è accogliere Gesù stesso , che si identifica con l'ultimo dei fratelli, perchè lo ama con lo stesso amore del Padre. Questo significa pure che la missione è valida, comunque si comporti l'inviato.Colui che tiene in un otre le acque del mare (Sl 33,7) , inserisce nel Suo disegno di salvezza ogni colpa e male dell'uomo.
Salpàti da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia. Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e, entrati nella sinagòga nel giorno di sabato, sedettero. Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagòga mandarono a dire loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!». Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: «Uomini d'Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d'Egitto, e con braccio potente li condusse via di là. Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant'anni nel deserto, distrusse sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terra per circa quattrocentocinquanta anni. Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuèle. Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Sàul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino, per quarant'anni. E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: "Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri". Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele. Diceva Giovanni sul finire della sua missione: "Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali"».
Vangelo del Giorno Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 13,16-20
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: "Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno". Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
Le Parole dei Papi Come possiamo capire se abbiamo veramente fede, cioè se la nostra fede, pur minuscola, è genuina, pura, schietta? Ce lo spiega Gesù indicando qual è la misura della fede: il servizio. Questo atteggiamento verso Dio si riflette anche nel modo di comportarsi in comunità: si riflette nella gioia di essere al servizio gli uni degli altri, trovando già in questo la propria ricompensa e non nei riconoscimenti e nei guadagni che ne possono derivare. Servi inutili, cioè senza pretese di essere ringraziati, senza rivendicazioni. “Siamo servi inutili” è un’espressione di umiltà, di disponibilità che tanto fa bene alla Chiesa e richiama l’atteggiamento giusto per operare in essa: il servizio umile, di cui ci ha dato l’esempio Gesù, lavando i piedi ai discepoli. (Papa Francesco, Angelus, 6 ottobre 2019)
FAUSTI – Per la settima volta si parla di “lavare i piedi”. Gesù lo ripeterà , subito dopo, per altre due volte “ Se dunque io, il Signore e Maestro, lavai i vostri piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni degli altri”.
RispondiEliminaE' il centro del mistero da comprendere. Prima di lavare i piedi, Gesù si è spogliato per vestirsi da servo, : ha deposto la sua vita per metterla a nostro servizio.
Quando la riprende dinuovo, secondo il comando del Padre (10,18) non si toglie la veste di servo.
Questa rivela in eterno la sua gloria. Gesù è in mezzo a noi come Colui che serve. Nel servizio vicendevole noi abbiamo parte con Lui . Entriamo nella Trinità , partecipando della vita stessa di Dio, che è amore dato e corrisposto.
Questo è il significato profondo dell'Eucaristia, nostra Pasqua, manifestazione del Dio Amore e salvezza dell'uomo. Quanto Gesù ha fatto è il modello da imitare .
Se ci amiamo gli uni gli altri, conosciamo la via per essere dove Lui è.
La presenza nuova e definitiva di Dio nel mondo è l'amore.
Il tema della vita e della luce, fin qui dominante nel Vangelo, sfocia in quello dell'amore. E l'amore, luce vera della vita, si realizza non nelle parole o con la lingua , ma nella verità dei fatti., nell'essere a servizio gli uni degli altri.La beatitudine è fare queste cose.
Ma nessuno può farle se prima non le conosce. Uno fa ciò che sa. Noi, come Pietro, ancora non le sappiamo, né le facciamo; vorremmo che neppure il Signore le facesse. “Queste cose” ci sono dette adesso, perchè dopo, quando saranno accadute, le possiamo comprendere.
Come un ritornello martellante, il pensiero di Gesù ricorre a Giuda, che non partecipa a questa beatitudine. E' la sua preoccupazione di fondo : come salvare il fratello perduto?
Gesù, il Figlio che conosce l'amore del Padre, conosce anche il proprio amore per i fratelli che ha scelto. La Sua elezione non esclude nessuno, altrimenti non sarebbe Figlio del Padre di tutti.
“Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me, chi accoglie me , accoglie Colui che mi mandò”
Le conseguenze di questo atteggiamento di Gesù per la Chiesa e la sua missione sono evidenti : Giuda è apostolo, scelto e inviato.Anche se infedele, il Signore gli è fedele.Accogliere lui e chiunque altro è accogliere Gesù stesso , che si identifica con l'ultimo dei fratelli, perchè lo ama con lo stesso amore del Padre. Questo significa pure che la missione è valida, comunque si comporti l'inviato.Colui che tiene in un otre le acque del mare (Sl 33,7) , inserisce nel Suo disegno di salvezza ogni colpa e male dell'uomo.
Dagli Atti degli Apostoli
RispondiEliminaAt 13,13-25
Salpàti da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia. Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e, entrati nella sinagòga nel giorno di sabato, sedettero. Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagòga mandarono a dire loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!».
Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: «Uomini d'Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d'Egitto, e con braccio potente li condusse via di là. Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant'anni nel deserto, distrusse sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terra per circa quattrocentocinquanta anni.
Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuèle. Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Sàul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino, per quarant'anni. E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: "Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri".
Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele. Diceva Giovanni sul finire della sua missione: "Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali"».
Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 13,16-20
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: "Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno". Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
Le Parole dei Papi
Come possiamo capire se abbiamo veramente fede, cioè se la nostra fede, pur minuscola, è genuina, pura, schietta? Ce lo spiega Gesù indicando qual è la misura della fede: il servizio. Questo atteggiamento verso Dio si riflette anche nel modo di comportarsi in comunità: si riflette nella gioia di essere al servizio gli uni degli altri, trovando già in questo la propria ricompensa e non nei riconoscimenti e nei guadagni che ne possono derivare. Servi inutili, cioè senza pretese di essere ringraziati, senza rivendicazioni. “Siamo servi inutili” è un’espressione di umiltà, di disponibilità che tanto fa bene alla Chiesa e richiama l’atteggiamento giusto per operare in essa: il servizio umile, di cui ci ha dato l’esempio Gesù, lavando i piedi ai discepoli. (Papa Francesco, Angelus, 6 ottobre 2019)