FAUSTI- La testimonianza della Verità è passata da Gesù (18,37) al discepolo amato (19,35) e da questo alla comunità che la testimonia a noi, perché noi la testimoniamo ad altri, fino al ritorno del Signore. E' la verità dell'Amore che ci fa liberi (8,32). Chi l'ha scoperta, è a sua volta inviato, con e come il Figlio, a testimoniarla al mondo. E' l'ultima eco del prologo che dice : “Noi contemplammo la Sua Gloria, Gloria di Unigenito dal Padre, pieno di grazia e verità” (1,14). Corrisponde a quanto dicono alla Samaritana i suoi concittadini : “Non è più per il tuo parlare che crediamo, noi stessi infatti abbiamo udito e sappiamo che Costui è veramente il Salvatore del mondo”( 84,42). Il libro si chiude con un'apertura : la comunità testimonia la verità della testimonianza ricevuta. Essa diventa il Vangelo vivo , (2Cor 3,3), il profumo di Cristo che fa percepire al mondo intero la differenza tra salvezza e perdizione, vita e morte (2 Cor 2,14). Tutto il Vangelo è testimonianza della verità dell'Amore tra Padre e Figlio, che dona vita eterna : a chi l'accoglie, dà il potere di diventare figlio di Dio (1,12). Il nostro occhio interiore sa distinguere la voce della Sapienza da quella dell'insipienza , come la luce dalla tenebra, la gioia dalla tristezza, la paura dalla fiducia, l'amore dall'egoismo , la vita dalla morte, Dio dall'idolo. Mentre lo leggo, il Vangelo mi legge. La grande scoperta è che il suo racconto mi racconta a me stesso in ciò che lo Spirito mi testimonia essere il mio desiderio più profondo, liberato da illusioni e delusioni. Ascoltare la Parola, trasmessa da chi prima di noi l'ha ricevuta, è il nostro “Natale” : nasciamo come figli di Dio (1,14). perché, credendo in Lui, abbiamo vita nel Suo nome. “Se si scrivessero una ad una, penso che neppure il mondo stesso conterrebbe i libri” Il redattore chiude l'epilogo del Vangelo con un'iperbole. Si può intendere in senso materiale : i libri, che si potrebbero scrivere sulla Parola diventata carne, non ci starebbero fisicamente nel mondo intero. Come si può dire tutto di Colui che è tutto in tutti, e infinitamente oltre il tutto? L'universo è nei suoi confronti come granello di “polvere sulla bilancia” , “stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra”. Eppure su di esso riversa tutto il Suo Amore (Sap 11,22-26). Infatti tutto è stato fatto da Lui e ha in Lui la propria esistenza (1,3). L'universo intero è un libro aperto e inindagato, che attende un lettore che sappia leggervi lo splendore dell'Infinito : è un linguaggio silenzioso che canta la Gloria di Dio. (Sl 19,1-4).
La ricchezza che dal Vangelo scaturisce è inesauribile, come l'acqua da una sorgente. Il lettore, dopo essersi accostato alla Parola, se ne accorge con stupore e ammirazione. Tutto ciò che è scritto e non scritto su Gesù , ce lo suggerirà il Suo Spirito, che ci renderà capaci di testimoniarlo (14,26 – 15,27 – 16,12-15), scrivendolo nella nostra vita. Il Padre ci ha rivelato tutto in Gesù, Carne del Figlio. In Lui “sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza” (Col 2,3) : da Lui, splendore della Gloria (Eb1,3), riverbera l'infinito splendore della Verità. Tutta la creazione, la storia e la Scrittura parlano di Lui, principio e vita di quanto esiste (1,3 -5,39-46). però noi Lo conosciamo solo progressivamente, giorno dopo giorno, imparando con modestia dalla creazione, dalla storia e dalla Scrittura. Chi pretendesse di conoscerlo pienamente, è stolto ed empio: è un idolatra, che confonde Dio con le proprie idee su di Lui. Tutti i fanatismi vengono da qui. Chi è saggio, oggi come sempre, cerca umilmente di porsi in ascolto di ogni persona, cultura e religione, per conoscere il Signore di tutto e di tutti. Solo il cammino della storia – per questo continua ancora, anche se è già concluso nella Carne del Verbo -, è in grado di farci cogliere ciò che Lui ci ha già donato
Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia. Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani. Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte. Ma poiché i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente. Ecco perché vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poiché è a causa della speranza d'Israele che io sono legato da questa catena». Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso in affitto e accoglieva tutti quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 10 (11)
R. Gli uomini retti, Signore, contempleranno il tuo volto. Oppure: R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Il Signore sta nel suo tempio santo, il Signore ha il trono nei cieli. I suoi occhi osservano attenti, le sue pupille scrutano l'uomo. R.
Il Signore scruta giusti e malvagi, egli odia chi ama la violenza. Giusto è il Signore, ama le cose giuste; gli uomini retti contempleranno il suo volto. R.
Vangelo del Giorno Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 21,20-25
In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
Le Parole dei Papi Questo colloquio tra Gesù e Pietro contiene un insegnamento prezioso per tutti i discepoli, per tutti noi credenti. (…) Incominciando dalla tentazione – molto umana, indubbiamente, ma anche molto insidiosa –, di conservare il nostro protagonismo. E alle volte il protagonista deve diminuire, deve abbassarsi, (…) ma avrai un altro modo di esprimerti, un altro modo di partecipare nella famiglia, nella società, nel gruppo degli amici. Ed è la curiosità che viene a Pietro: “E lui?”, dice Pietro, vedendo il discepolo amato che li seguiva (cfr vv. 20-21). Ficcare il naso nella vita degli altri. E no: Gesù dice: “Stai zitto!”. Deve proprio stare nella “mia” sequela? Deve forse occupare il “mio” spazio? Sarà il mio successore? Sono domande che non servono, che non aiutano. Deve durare più di me e prendersi il mio posto? E la risposta di Gesù è franca e persino ruvida: «A te che importa? Tu seguimi» (v. 22), Come a dire: prenditi cura della tua vita, della tua situazione attuale e non ficcare il naso nella vita altrui. Tu seguimi. Questo sì, è importante: la sequela di Gesù, seguire Gesù nella vita e nella morte, nella salute e nella malattia, nella vita quando è prospera con tanti successi e nella vita anche difficile con tanti momenti brutti di caduta. E quando noi vogliamo metterci nella vita degli altri, Gesù risponde: “A te che importa? Tu seguimi”. Bellissimo. (Francesco - Udienza generale, 22 giugno 2022)
RispondiEliminaFAUSTI- La testimonianza della Verità è passata da Gesù (18,37) al discepolo amato (19,35) e da questo alla comunità che la testimonia a noi, perché noi la testimoniamo ad altri, fino al ritorno del Signore.
E' la verità dell'Amore che ci fa liberi (8,32).
Chi l'ha scoperta, è a sua volta inviato, con e come il Figlio, a testimoniarla al mondo.
E' l'ultima eco del prologo che dice : “Noi contemplammo la Sua Gloria, Gloria di Unigenito dal Padre, pieno di grazia e verità” (1,14). Corrisponde a quanto dicono alla Samaritana i suoi concittadini : “Non è più per il tuo parlare che crediamo, noi stessi infatti abbiamo udito e sappiamo che Costui è veramente il Salvatore del mondo”( 84,42).
Il libro si chiude con un'apertura : la comunità testimonia la verità della testimonianza ricevuta. Essa diventa il Vangelo vivo , (2Cor 3,3), il profumo di Cristo che fa percepire al mondo intero la differenza tra salvezza e perdizione, vita e morte (2 Cor 2,14). Tutto il Vangelo è testimonianza della verità dell'Amore tra Padre e Figlio, che dona vita eterna : a chi l'accoglie, dà il potere di diventare figlio di Dio (1,12).
Il nostro occhio interiore sa distinguere la voce della Sapienza da quella dell'insipienza , come la luce dalla tenebra, la gioia dalla tristezza, la paura dalla fiducia, l'amore dall'egoismo , la vita dalla morte, Dio dall'idolo.
Mentre lo leggo, il Vangelo mi legge.
La grande scoperta è che il suo racconto mi racconta a me stesso in ciò che lo Spirito mi testimonia essere il mio desiderio più profondo, liberato da illusioni e delusioni.
Ascoltare la Parola, trasmessa da chi prima di noi l'ha ricevuta, è il nostro “Natale” : nasciamo come figli di Dio (1,14). perché, credendo in Lui, abbiamo vita nel Suo nome.
“Se si scrivessero una ad una, penso che neppure il mondo stesso conterrebbe i libri”
Il redattore chiude l'epilogo del Vangelo con un'iperbole.
Si può intendere in senso materiale : i libri, che si potrebbero scrivere sulla Parola diventata carne, non ci starebbero fisicamente nel mondo intero. Come si può dire tutto di Colui che è tutto in tutti, e infinitamente oltre il tutto? L'universo è nei suoi confronti come granello di “polvere sulla bilancia” , “stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra”. Eppure su di esso riversa tutto il Suo Amore (Sap 11,22-26). Infatti tutto è stato fatto da Lui e ha in Lui la propria esistenza (1,3).
L'universo intero è un libro aperto e inindagato, che attende un lettore che sappia leggervi lo splendore dell'Infinito : è un linguaggio silenzioso che canta la Gloria di Dio. (Sl 19,1-4).
La ricchezza che dal Vangelo scaturisce è inesauribile, come l'acqua da una sorgente.
Il lettore, dopo essersi accostato alla Parola, se ne accorge con stupore e ammirazione. Tutto ciò che è scritto e non scritto su Gesù , ce lo suggerirà il Suo Spirito, che ci renderà capaci di testimoniarlo (14,26 – 15,27 – 16,12-15), scrivendolo nella nostra vita.
Il Padre ci ha rivelato tutto in Gesù, Carne del Figlio. In Lui “sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza” (Col 2,3) : da Lui, splendore della Gloria (Eb1,3), riverbera l'infinito splendore della Verità. Tutta la creazione, la storia e la Scrittura parlano di Lui, principio e vita di quanto esiste (1,3 -5,39-46). però noi Lo conosciamo solo progressivamente, giorno dopo giorno, imparando con modestia dalla creazione, dalla storia e dalla Scrittura. Chi pretendesse di conoscerlo pienamente, è stolto ed empio: è un idolatra, che confonde Dio con le proprie idee su di Lui.
Tutti i fanatismi vengono da qui. Chi è saggio, oggi come sempre, cerca umilmente di porsi in ascolto di ogni persona, cultura e religione, per conoscere il Signore di tutto e di tutti. Solo il cammino della storia – per questo continua ancora, anche se è già concluso nella Carne del Verbo -, è in grado di farci cogliere ciò che Lui ci ha già donato
Prima Lettura
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At 28,16-20.30-31
Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia.
Dopo tre giorni, egli fece chiamare i notabili dei Giudei e, quando giunsero, disse loro: «Fratelli, senza aver fatto nulla contro il mio popolo o contro le usanze dei padri, sono stato arrestato a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei Romani. Questi, dopo avermi interrogato, volevano rimettermi in libertà, non avendo trovato in me alcuna colpa degna di morte. Ma poiché i Giudei si opponevano, sono stato costretto ad appellarmi a Cesare, senza intendere, con questo, muovere accuse contro la mia gente. Ecco perché vi ho chiamati: per vedervi e parlarvi, poiché è a causa della speranza d'Israele che io sono legato da questa catena».
Paolo trascorse due anni interi nella casa che aveva preso in affitto e accoglieva tutti quelli che venivano da lui, annunciando il regno di Dio e insegnando le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 10 (11)
R. Gli uomini retti, Signore, contempleranno il tuo volto.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Il Signore sta nel suo tempio santo,
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi osservano attenti,
le sue pupille scrutano l'uomo. R.
Il Signore scruta giusti e malvagi,
egli odia chi ama la violenza.
Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
gli uomini retti contempleranno il suo volto. R.
Vangelo del Giorno
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 21,20-25
In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
Le Parole dei Papi
Questo colloquio tra Gesù e Pietro contiene un insegnamento prezioso per tutti i discepoli, per tutti noi credenti. (…) Incominciando dalla tentazione – molto umana, indubbiamente, ma anche molto insidiosa –, di conservare il nostro protagonismo. E alle volte il protagonista deve diminuire, deve abbassarsi, (…) ma avrai un altro modo di esprimerti, un altro modo di partecipare nella famiglia, nella società, nel gruppo degli amici. Ed è la curiosità che viene a Pietro: “E lui?”, dice Pietro, vedendo il discepolo amato che li seguiva (cfr vv. 20-21). Ficcare il naso nella vita degli altri. E no: Gesù dice: “Stai zitto!”. Deve proprio stare nella “mia” sequela? Deve forse occupare il “mio” spazio? Sarà il mio successore? Sono domande che non servono, che non aiutano. Deve durare più di me e prendersi il mio posto? E la risposta di Gesù è franca e persino ruvida: «A te che importa? Tu seguimi» (v. 22), Come a dire: prenditi cura della tua vita, della tua situazione attuale e non ficcare il naso nella vita altrui. Tu seguimi. Questo sì, è importante: la sequela di Gesù, seguire Gesù nella vita e nella morte, nella salute e nella malattia, nella vita quando è prospera con tanti successi e nella vita anche difficile con tanti momenti brutti di caduta. E quando noi vogliamo metterci nella vita degli altri, Gesù risponde: “A te che importa? Tu seguimi”. Bellissimo. (Francesco - Udienza generale, 22 giugno 2022)
...E non chiedere nulla, nemmeno la fede:
RispondiEliminacantare all'amore
e spandere gioia,
con gli occhi colmi di bellezza D. M. Turoldo