FAUSTI - “Detto questo, insufflò” . 'Insufflare' , parola unica nel N. Testamento, ricorre due volte nell'A.T. : Dio, soffiandogli dentro il Suo alito vitale , crea l'uomo (Gen 2,7) e fa risorgere le sue ossa aride (Ez 37,9). E' lo Spirito della Nuova ed Eterna Alleanza, stipulata nel perdono (Ger 31,33) che ci dà un cuore nuovo, capace di vivere secondo la Parola (Ez 26,25). Gesù parla di “Spirito Santo”, senza articolo , non perchè sia una realtà vaga e indeterminata. Lo Spirito Santo è il Suo Amore . Ce Lo dona in pienezza , non a misura (3,34). Ma noi ne abbiamo quanto ne accogliamo , e possiamo accoglierne sempre di più, senza determinare limiti a ciò che è infinito. Gesù ci chiede di accoglierlo. La forma imperativa “accogliete” è una supplica pressante del Figlio alla nostra libertà, perchè accogliamo il dono che ci fa essere ciò che siamo : fratelli Suoi e figli del Padre Suo e Padre nostro,Dio Suo e Dio nostro. E' quello Spirito che il mondo non può accogliere , perchè non Lo conosce. I discepoli invece Lo conoscono perchè ha dimorato presso di loro in Gesù e ora desidera abitare in loro (14,17).Sulla croce già ci ha consegnato lo Spirito (19,30). Ma non basta : ogni dono è tale solo quando qualcuno lo accoglie. Ora i discepoli, contemplando le Sue ferite, si arrendono al Suo amore e Lo”accolgono”. Nel dono dello Spirito si realizzano le promesse di Gesù nell'ultima Cena (14,15-26). La Sua Gloria è trasmessa ai discepoli, che diventano una cosa sola tra di loro (17,22), per testimoniare al mondo l'Amore del Padre. Si realizza così per grazia l'antico sogno dell'uomo che fallì per inganno : diventare come Dio (Gen3,5). La sera di Pasqua accogliamo la sorgente di acqua viva promessa nel grande giorno della festa di Pentecoste (7, 37-39): accogliamo lo Spirito del Figlio e diventiamo figli di Dio (1,12-13), perchè capaci di perdonare i fratelli. Dopo che Gesù ha ricevuto il “Suo” battesimo sulla croce , anche noi siam battezzati in Spirito Santo(1,33). Immersi nel Suo Amore , possiamo amare come Lui ci ha amati. Il fine dell'opera del Figlio è che noi partecipiamo sempre più al Suo amore per il Padre e i fratelli. Per Giovanni, la Pentecoste, iniziata sulla croce, esplode nel giorno di Pasqua, quando i discepoli ricevono il Suo Spirito.
Da allora comincia l'epoca dello Spirito, in essa vive chiunque contempla la Gloria, aperta a tutti nelle ferite del Trafitto. “A chi rimettete i peccati “ Lo Spirito del Signore è perdono. Infatti se l'amore è dono, il per-dono è un super-amore. La comunità dei discepoli riceve il potere esclusivo di Dio : perdonare i peccati. Le è donata la possibilità di separare, slegare e assolvere il peccatore dal suo peccato, liberando il presente da ogni ipoteca del passato. Perdonare i peccati è miracolo più grande che risuscitare i morti. Chi perdona fa vivere l'altro, perchè lo riconosce fratello , così nasce lui stesso come figlio uguale al Padre, perchè ama come Lui. Lo Spirito, Amore che tutto crea e ricrea, è principio di creazione e di redenzione : il perdono fa nuove tutte le cose. Questo potere è concesso “ai discepoli” e ad ogni discepolo, non ad alcuni in particolare. Paolo intende la sua missione come “ministero della riconciliazione” . Si dichiara “servo” e “ambasciatore” di Colui che fu fatto ”peccato in nostro favore”perchè noi ottenessimo in Lui “la giustizia di Dio”. Il perdono, ricevuto e accordato, costituisce il mondo nuovo, la comunità dei fratelli che vivono la pace e la gioia di Gesù. Chi perdona, diventa figlio, uguale al Padre : chi è perdonato, se accoglie il perdono, diventa a sua volta figlio, capace di perdonare e dire in Spirito e verità :“Padre nostro”. L'Amore e il perdono del Padre sono sempre mediati dal Figlio e da chiunque si riconosce Suo fratello. Il testo parla del perdono senza sapere come lo si esercita. I modi di celebrarlo possono essere diversi : il battesimo, il sacramento della riconciliazione, il perdono fraterno. In verità, il pane quotidiano, che rende possibile la vita tra gli uomini, è il perdono ricevuto e dato non sette volte al giorno, ma settanta volte sette (Mt 18,22). Il Cristianesimo non è legge : è la buona notizia del perdono del Padre e della libertà dei figli. “E' stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione” (2Cor 5,19). Da qui l'appello rivolto a tutti . “lasciatevi riconciliare”(2Cor 5,20) . “Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza” (2Cor6,2). Quando l'uomo accetta l'Amore del Figlio, è riconciliato con Dio, con sé e con gli altri. E' rinsaldata la frattura originaria, che ci divise da Lui, da noi e tra di noi. Allora “il lupo dimorerà con l'agnello”(Is 11,6) e “la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare” (Is 11,9). Tutta la creazione geme da sempre nelle doglie del parto, in attesa che nell'uomo si riveli la Gloria del Figlio (Rom 8,19-23). Questa si manifesta quando noi, perdonando, diventiamo Suoi fratelli.
FAUSTI - “Detto questo, insufflò” . 'Insufflare' , parola unica nel N. Testamento, ricorre due volte nell'A.T. : Dio, soffiandogli dentro il Suo alito vitale , crea l'uomo (Gen 2,7) e fa risorgere le sue ossa aride (Ez 37,9). E' lo Spirito della Nuova ed Eterna Alleanza, stipulata nel perdono (Ger 31,33)
RispondiEliminache ci dà un cuore nuovo, capace di vivere secondo la Parola (Ez 26,25).
Gesù parla di “Spirito Santo”, senza articolo , non perchè sia una realtà vaga e indeterminata.
Lo Spirito Santo è il Suo Amore . Ce Lo dona in pienezza , non a misura (3,34).
Ma noi ne abbiamo quanto ne accogliamo , e possiamo accoglierne sempre di più, senza determinare limiti a ciò che è infinito. Gesù ci chiede di accoglierlo.
La forma imperativa “accogliete” è una supplica pressante del Figlio alla nostra libertà, perchè accogliamo il dono che ci fa essere ciò che siamo : fratelli Suoi e figli del Padre Suo e Padre nostro,Dio Suo e Dio nostro.
E' quello Spirito che il mondo non può accogliere , perchè non Lo conosce.
I discepoli invece Lo conoscono perchè ha dimorato presso di loro in Gesù e ora desidera abitare in loro (14,17).Sulla croce già ci ha consegnato lo Spirito (19,30).
Ma non basta : ogni dono è tale solo quando qualcuno lo accoglie.
Ora i discepoli, contemplando le Sue ferite, si arrendono al Suo amore e Lo”accolgono”.
Nel dono dello Spirito si realizzano le promesse di Gesù nell'ultima Cena (14,15-26).
La Sua Gloria è trasmessa ai discepoli, che diventano una cosa sola tra di loro (17,22), per testimoniare al mondo l'Amore del Padre. Si realizza così per grazia l'antico sogno dell'uomo che fallì per inganno : diventare come Dio (Gen3,5).
La sera di Pasqua accogliamo la sorgente di acqua viva promessa nel grande giorno della festa di Pentecoste (7, 37-39): accogliamo lo Spirito del Figlio e diventiamo figli di Dio (1,12-13), perchè capaci di perdonare i fratelli.
Dopo che Gesù ha ricevuto il “Suo” battesimo sulla croce , anche noi siam battezzati in Spirito Santo(1,33). Immersi nel Suo Amore , possiamo amare come Lui ci ha amati. Il fine dell'opera del Figlio è che noi partecipiamo sempre più al Suo amore per il Padre e i fratelli.
Per Giovanni, la Pentecoste, iniziata sulla croce, esplode nel giorno di Pasqua, quando i discepoli ricevono il Suo Spirito.
Da allora comincia l'epoca dello Spirito, in essa vive chiunque contempla la Gloria, aperta a tutti nelle ferite del Trafitto. “A chi rimettete i peccati “ Lo Spirito del Signore è perdono. Infatti se l'amore è dono, il per-dono è un super-amore. La comunità dei discepoli riceve il potere esclusivo di Dio : perdonare i peccati. Le è donata la possibilità di separare, slegare e assolvere il peccatore dal suo peccato, liberando il presente da ogni ipoteca del passato.
RispondiEliminaPerdonare i peccati è miracolo più grande che risuscitare i morti. Chi perdona fa vivere l'altro, perchè lo riconosce fratello , così nasce lui stesso come figlio uguale al Padre, perchè ama come Lui. Lo Spirito, Amore che tutto crea e ricrea, è principio di creazione e di redenzione : il perdono fa nuove tutte le cose.
Questo potere è concesso “ai discepoli” e ad ogni discepolo, non ad alcuni in particolare.
Paolo intende la sua missione come “ministero della riconciliazione” . Si dichiara “servo” e “ambasciatore” di Colui che fu fatto ”peccato in nostro favore”perchè noi ottenessimo in Lui “la giustizia di Dio”.
Il perdono, ricevuto e accordato, costituisce il mondo nuovo, la comunità dei fratelli che vivono la pace e la gioia di Gesù. Chi perdona, diventa figlio, uguale al Padre : chi è perdonato, se accoglie il perdono, diventa a sua volta figlio, capace di perdonare e dire in Spirito e verità :“Padre nostro”.
L'Amore e il perdono del Padre sono sempre mediati dal Figlio e da chiunque si riconosce Suo fratello. Il testo parla del perdono senza sapere come lo si esercita. I modi di celebrarlo possono essere diversi : il battesimo, il sacramento della riconciliazione, il perdono fraterno.
In verità, il pane quotidiano, che rende possibile la vita tra gli uomini, è il perdono ricevuto e dato non sette volte al giorno, ma settanta volte sette (Mt 18,22).
Il Cristianesimo non è legge : è la buona notizia del perdono del Padre e della libertà dei figli.
“E' stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione” (2Cor 5,19).
Da qui l'appello rivolto a tutti . “lasciatevi riconciliare”(2Cor 5,20) . “Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza” (2Cor6,2).
Quando l'uomo accetta l'Amore del Figlio, è riconciliato con Dio, con sé e con gli altri.
E' rinsaldata la frattura originaria, che ci divise da Lui, da noi e tra di noi.
Allora “il lupo dimorerà con l'agnello”(Is 11,6) e “la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare” (Is 11,9).
Tutta la creazione geme da sempre nelle doglie del parto, in attesa che nell'uomo si riveli la Gloria del Figlio (Rom 8,19-23).
Questa si manifesta quando noi, perdonando, diventiamo Suoi fratelli.