FAUSTI -Il pane richiama la Parola di Dio,principio di vita. Il vero pane è Gesù, Parola diventata carne. La manna è il cibo dell'esodo . I"vostri padri" ne mangiarono, ma non giunsero alla terra promessa.(Sl 95,8); fallirono nel cammino e non ottennero la vita eterna, perchè non ascoltarono il Signore . La manna venne dal cielo, ma solo nel passato ; inoltre chi ne mangiò non ottenne la vita. Il pane di cui Gesù parla invece"scende"ora dal cielo, al presente, e chi ne mangia, non muore- Il pane richiama la Parola di Dio,principio di vita. Il vero pane è Gesù, Parola diventata carne. La manna è il cibo dell'esodo . I"vostri padri" ne mangiarono, ma non giunsero alla terra promessa.(Sl 95,8); fallirono nel cammino e non ottennero la vita eterna, perchè non ascoltarono il Signore . La manna venne dal cielo, ma solo nel passato ; inoltre chi ne mangiò non ottenne la vita. Il pane di cui Gesù parla invece"scende"ora dal cielo, al presente, e chi ne mangia, non muore. Si passa dal pane, che richiama il dono della manna, alla carne, che richiama il sacrificio dell'agnello. Sono allusioni all'esodo e alla Pasqua. Il pane che Gesù darà, quando sarà giunta la sua ora, è la sua carne : il suo corpo dato per noi. E' un preannuncio della Passione e del suo frutto. Gesù è l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, diventando, nel suo sacrificio, sorgente di vita e di benedizione per tutti. La carne di Gesù, la sua umanità offerta sulla croce come dono totale di amore, è l'epifania di quel Dio che mai nessuno ha visto. In lui la Parola è diventata carne perché la carne stessa diventi Parola, racconto di Dio, presenza del suo Spirito che anima il mondo. Ogni altro cibo e bevanda sono "segno" , simbolo o metafora, della carne e del sangue del Figlio, la "realtà" che ci dà la vita ed è la nostra vita. Per il popolo che camminava nel deserto la manna era il cibo che garantiva la vita fisica, la legge era il cibo che garantiva la vita eterna. Ora Gesù si propone come vero cibo e vera bevanda, compimento della vita che ha nella creazione il suo inizio, nell'esodo il suo riscatto e nella comunione con Dio il suo fine.
Antifona Cantiamo al Signore perché ha mirabilmente trionfato. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. Alleluia. (Cf. Es 15,1-2)
Colletta Dio onnipotente ed eterno, che in questi giorni pasquali ci hai rivelato in modo singolare la grandezza del tuo amore, fa’ che accogliamo pienamente il tuo dono, perché, liberati dalle tenebre dell’errore, aderiamo sempre più agli insegnamenti della tua verità. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato? Dagli Atti degli Apostoli At 8,26-40
In quei giorni, un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etíope, eunùco, funzionario di Candàce, regina di Etiòpia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaìa. Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va' avanti e accòstati a quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaìa, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: "Come una pecora egli fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi potrà descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita". Rivolgendosi a Filippo, l'eunùco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c'era dell'acqua e l'eunùco disse: «Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?». Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunùco, ed egli lo battezzò. Quando risalirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunùco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada. Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava, finché giunse a Cesarèa.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dal Sal 65 (66)
R. Acclamate Dio, voi tutti della terra. Oppure: R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Popoli, benedite il nostro Dio, fate risuonare la voce della sua lode; è lui che ci mantiene fra i viventi e non ha lasciato vacillare i nostri piedi. R.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio, e narrerò quanto per me ha fatto. A lui gridai con la mia bocca, lo esaltai con la mia lingua. R.
Sia benedetto Dio, che non ha respinto la mia preghiera, non mi ha negato la sua misericordia. R.
Acclamazione al Vangelo Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore, se uno mangia di questo pane vivrà in eterno. (Gv 6,51)
Alleluia.
Vangelo Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 6,44-51
In quel tempo, disse Gesù alla folla: «Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Le Parole dei Papi Gesù (…) è il pane disceso dal cielo (cfr Gv 6,41), che sazia in modo definitivo. Anche il popolo ebraico, durante il lungo cammino nel deserto, aveva sperimentato un pane disceso dal cielo, la manna, che lo aveva mantenuto in vita, fino all’arrivo nella terra promessa. Ora, Gesù parla di sé come del vero pane disceso dal cielo, capace di mantenere in vita non per un momento o per un tratto di cammino, ma per sempre. Lui è il cibo che dà la vita eterna, perché è il Figlio unigenito di Dio, che sta nel seno del Padre, venuto per dare all’uomo la vita in pienezza, per introdurre l’uomo nella stessa vita di Dio. Nel pensiero ebraico era chiaro che il vero pane del cielo, che nutriva Israele, era la Legge, la parola di Dio. Il popolo di Israele riconosceva con chiarezza che la Torah era il dono fondamentale e duraturo di Mosè e che l’elemento basilare che lo distingueva rispetto agli altri popoli consisteva nel conoscere la volontà di Dio e dunque la giusta via della vita. Ora Gesù, nel manifestarsi come il pane del cielo, testimonia di essere Lui la Parola di Dio in Persona, la Parola incarnata, attraverso cui l’uomo può fare della volontà di Dio il suo cibo (cfr Gv 4,34), che orienta e sostiene l’esistenza. (Papa Benedetto XVI, Angelus, 12 agosto 2012)
FAUSTI -Il pane richiama la Parola di Dio,principio di vita.
RispondiEliminaIl vero pane è Gesù, Parola diventata carne.
La manna è il cibo dell'esodo . I"vostri padri" ne mangiarono, ma non giunsero alla terra promessa.(Sl 95,8); fallirono nel cammino e non ottennero la vita eterna, perchè non ascoltarono il Signore . La manna venne dal cielo, ma solo nel passato ; inoltre chi ne mangiò non ottenne la vita.
Il pane di cui Gesù parla invece"scende"ora dal cielo, al presente, e chi ne mangia,
non muore- Il pane richiama la Parola di Dio,principio di vita.
Il vero pane è Gesù, Parola diventata carne.
La manna è il cibo dell'esodo . I"vostri padri" ne mangiarono, ma non giunsero alla terra promessa.(Sl 95,8); fallirono nel cammino e non ottennero la vita eterna, perchè non ascoltarono il Signore . La manna venne dal cielo, ma solo nel passato ; inoltre chi ne mangiò non ottenne la vita.
Il pane di cui Gesù parla invece"scende"ora dal cielo, al presente, e chi ne mangia,
non muore. Si passa dal pane, che richiama il dono della manna, alla carne, che richiama il sacrificio dell'agnello. Sono allusioni all'esodo e alla Pasqua.
Il pane che Gesù darà, quando sarà giunta la sua ora, è la sua carne : il suo corpo dato per noi. E' un preannuncio della Passione e del suo frutto.
Gesù è l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, diventando, nel suo sacrificio, sorgente di vita e di benedizione per tutti.
La carne di Gesù, la sua umanità offerta sulla croce come dono totale di amore, è
l'epifania di quel Dio che mai nessuno ha visto.
In lui la Parola è diventata carne perché la carne stessa diventi Parola, racconto di Dio, presenza del suo Spirito che anima il mondo. Ogni altro cibo e bevanda sono "segno" , simbolo o metafora, della carne e del sangue del Figlio, la "realtà" che ci dà la vita ed è la nostra vita.
Per il popolo che camminava nel deserto la manna era il cibo che garantiva la vita fisica, la legge era il cibo che garantiva la vita eterna.
Ora Gesù si propone come vero cibo e vera bevanda, compimento della vita che ha nella creazione il suo inizio, nell'esodo il suo riscatto e nella comunione con Dio il suo fine.
Antifona
RispondiEliminaCantiamo al Signore perché ha mirabilmente trionfato.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza. Alleluia. (Cf. Es 15,1-2)
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che in questi giorni pasquali ci hai rivelato in modo singolare
la grandezza del tuo amore,
fa’ che accogliamo pienamente il tuo dono,
perché, liberati dalle tenebre dell’errore,
aderiamo sempre più agli insegnamenti della tua verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?
Dagli Atti degli Apostoli
At 8,26-40
In quei giorni, un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va' verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand'ecco un Etíope, eunùco, funzionario di Candàce, regina di Etiòpia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaìa.
Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va' avanti e accòstati a quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaìa, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.
Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: "Come una pecora egli fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua discendenza chi potrà descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita".
Rivolgendosi a Filippo, l'eunùco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo la parola e partendo da quel passo della Scrittura, annunciò a lui Gesù.
Proseguendo lungo la strada, giunsero dove c'era dell'acqua e l'eunùco disse: «Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?». Fece fermare il carro e scesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunùco, ed egli lo battezzò.
Quando risalirono dall'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l'eunùco non lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva la sua strada. Filippo invece si trovò ad Azoto ed evangelizzava tutte le città che attraversava, finché giunse a Cesarèa.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 65 (66)
R. Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Popoli, benedite il nostro Dio,
fate risuonare la voce della sua lode;
è lui che ci mantiene fra i viventi
e non ha lasciato vacillare i nostri piedi. R.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
A lui gridai con la mia bocca,
lo esaltai con la mia lingua. R.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno. (Gv 6,51)
Alleluia.
Vangelo
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,44-51
In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Parola del Signore.
Le Parole dei Papi
RispondiEliminaGesù (…) è il pane disceso dal cielo (cfr Gv 6,41), che sazia in modo definitivo. Anche il popolo ebraico, durante il lungo cammino nel deserto, aveva sperimentato un pane disceso dal cielo, la manna, che lo aveva mantenuto in vita, fino all’arrivo nella terra promessa. Ora, Gesù parla di sé come del vero pane disceso dal cielo, capace di mantenere in vita non per un momento o per un tratto di cammino, ma per sempre. Lui è il cibo che dà la vita eterna, perché è il Figlio unigenito di Dio, che sta nel seno del Padre, venuto per dare all’uomo la vita in pienezza, per introdurre l’uomo nella stessa vita di Dio. Nel pensiero ebraico era chiaro che il vero pane del cielo, che nutriva Israele, era la Legge, la parola di Dio. Il popolo di Israele riconosceva con chiarezza che la Torah era il dono fondamentale e duraturo di Mosè e che l’elemento basilare che lo distingueva rispetto agli altri popoli consisteva nel conoscere la volontà di Dio e dunque la giusta via della vita. Ora Gesù, nel manifestarsi come il pane del cielo, testimonia di essere Lui la Parola di Dio in Persona, la Parola incarnata, attraverso cui l’uomo può fare della volontà di Dio il suo cibo (cfr Gv 4,34), che orienta e sostiene l’esistenza. (Papa Benedetto XVI, Angelus, 12 agosto 2012)