domenica 1 luglio 2012

MIRACOLO DEI PANI Gv 6,1-15

5 commenti:

  1. Antifona
    In mezzo alla Chiesa gli ha aperto la bocca,
    il Signore lo ha colmato dello spirito di sapienza e d’intelligenza;
    gli ha fatto indossare una veste di gloria. Alleluia. (Cf. Sir 15,5)

    Colletta
    Dio onnipotente ed eterno,
    che hai suscitato nella Chiesa il vescovo sant’Atanasio,
    insigne assertore della divinità del tuo Figlio,
    fa’ che, per il suo insegnamento e la sua intercessione,
    cresciamo sempre più nella tua conoscenza e nel tuo amore.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    Prima Lettura
    Gli apostoli se ne andarono dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.
    Dagli Atti degli Apostoli
    At 5,34-42

    In quei giorni, si alzò nel sinedrio un fariseo, di nome Gamalièle, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di far uscire [gli apostoli] per un momento e disse: «Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini. Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui furono dissolti e finirono nel nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui si dispersero. Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest'opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!».
    Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù.
    Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.
    E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo.

    Parola di Dio.

    Salmo Responsoriale
    Dal Sal 26 (27)

    R. Una cosa ho chiesto al Signore: abitare nella sua casa.


    Il Signore è mia luce e mia salvezza:
    di chi avrò timore?
    Il Signore è difesa della mia vita:
    di chi avrò paura? R.

    Una cosa ho chiesto al Signore,
    questa sola io cerco:
    abitare nella casa del Signore
    tutti i giorni della mia vita,
    per contemplare la bellezza del Signore
    e ammirare il suo santuario. R.

    Sono certo di contemplare la bontà del Signore
    nella terra dei viventi.
    Spera nel Signore, sii forte,
    si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.

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    Risposte
    1. Acclamazione al Vangelo
      Alleluia, alleluia.

      Non di solo pane vivrà l’uomo,
      ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. (Mt 4,4b)

      Alleluia.

      Vangelo
      Gesù distribuì i pani a quelli che erano seduti, quanto ne volevano.
      Dal Vangelo secondo Giovanni
      Gv 6,1-15

      In quel tempo, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
      Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
      Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
      Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
      Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

      Parola del Signore.

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    2. Parole del Santo Padre
      L’episodio scaturisce da un fatto concreto: la gente ha fame e Gesù coinvolge i suoi discepoli perché questa fame venga saziata. Alle folle, Gesù non si è limitato a donare questo – ha offerto la sua Parola, la sua consolazione, la sua salvezza, infine la sua vita –, ma certamente ha fatto anche questo: ha avuto cura del cibo per il corpo. L’amore di Dio per l’umanità affamata di pane, di libertà, di giustizia, di pace, e soprattutto della sua grazia divina, non viene mai meno. Gesù continua anche oggi a sfamare, a rendersi presenza viva e consolante, e lo fa attraverso di noi. Di fronte al grido di fame – ogni sorta di “fame” – di tanti fratelli e sorelle in ogni parte del mondo, non possiamo restare spettatori distaccati e tranquilli. L’annuncio di Cristo, pane di vita eterna, richiede un generoso impegno di solidarietà per i poveri, i deboli, gli ultimi, gli indifesi. (Angelus 29 luglio 2018)
      Gesù ha visto la folla, ha sentito compassione per essa ed ha moltiplica i pani; così fa lo stesso con l’Eucaristia. E noi credenti che riceviamo questo pane eucaristico siamo spinti da Gesù a portare questo servizio agli altri, con la stessa sua compassione. Questo è il percorso. (Udienza generale, 17 agosto 2016)

      FAUSTI - "Gesù andò al di là del mare di Galilea" C'è una rottura nel racconto : nella scena precedente Gesù era a Gerusalemme, ora Lo troviamo in Galilea. E' l'inizio del nuovo esodo, l'uscita dalla schiavitù del peccato alla libertà del Figlio.
      La decisione di ucciderlo è l'occasione di questo esodo, in cui darà il Suo Pane.
      " Mare di Galilea,di Tiberiade" Si intende quell'ansa del lago di Galilea che sta tra Cafarnao e Tiberiade, che può essere attraversata in barca o percorsa a piedi sulla riva.
      Lo seguiva molta folla , il popolo compie l'esodo al seguito del Figlio, perchè vedevano i segni (richiama i segni che Dio ha operato nell'esodo con Mosé).

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  2. FAUSTI - "Gesù andò oltre il mare di Galilea" C'è una pausa nel racconto: nella scena precedente Gesù era a Gerusalemme, ora lo troviamo in Galilea. È l’inizio del nuovo esodo, la fuga dalla schiavitù del peccato verso la libertà del Figlio.
    La decisione di ucciderlo è l'occasione di questo esodo, in cui egli donerà il suo pane.
    "Mare di Galilea, Mare di Tiberiade". Cioè l'ansa del lago di Galilea tra Cafarnao e Tiberiade, che può essere attraversata in barca o costeggiata.
    Lo seguiva una grande folla, la gente compiva l'esodo sulle orme del Figlio, perché aveva visto i segni (ricorda i segni che Dio aveva operato nell'esodo con Mosè).
    Mosè salì sul monte dove furono pronunciate le dieci Parole di Vita.
    Ora la Parola stessa sarà data come Pane della Vita.
    Solo su questa montagna si può sperimentare la libertà offerta da Dio...
    Gesù è il Maestro, o meglio la Parola stessa di cui tutti siamo discepoli.
    Mentre era seduto sul monte ad annunciare la Volontà del Padre (Mt 5, 1...)
    ora si siede per adempierla, offrendo il Suo Cibo. In questo modo tutto si realizza. Gesù non alza gli occhi al Padre, perché li ha sempre rivolti verso di Lui, per compiere la sua opera. Egli alza gli occhi verso i suoi fratelli, perché si è posto più in basso di loro, si è fatto più piccolo e più servo di tutti.
    L'uomo ha la vita, ma non è vita, la sua vita non è sua, egli viene dagli altri e si mantiene con gli altri, si nutre di pane. Ma c'è pane e pane. C'è ciò che compri e vendi, ciò per cui combatti e uccidi. Non è certo ciò che ci fa vivere, ma è la vita che gli viene sacrificata. Ma c’è anche quello che riceviamo dal Padre e condividiamo con i fratelli, nell’amore reciproco, che fa dei nostri bisogni il luogo della relazione e della comunione: questo pane non solo sostiene la vita, ma ci dona la vita stessa del Figlio. - Ci vogliono duecento denari, duecento giornate lavorative, per ottenere questo pane di sudore. Il discepolo non sa "da dove" proviene il pane che Gesù sta per donare. Non si acquisisce con difficoltà: è un dono del Padre al Figlio, che a sua volta lo condivide con i suoi fratelli.
    Gesù sostituisce l'economia violenta dell'appropriazione con quella del Figlio che dà come riceve e ama come è amato. Nella distribuzione del pane, i discepoli hanno un ruolo importante da svolgere.
    Sono sul monte con Gesù, fanno le loro proposte, ricevono l'ordine di accogliere la folla e, alla fine, raccolgono il superfluo.
    Al centro c'è il gesto di Gesù, che continueranno a compiere in sua memoria.
    Un bambino piccolo e insignificante è l'origine del dono per tutti.
    Questo piccolo ha messo il suo pane al servizio degli altri.
    È l'immagine di Gesù, il Figlio che è venuto per servire e dare la vita per i suoi fratelli, chiamando i suoi discepoli a fare come lui.

    I discepoli eseguono l'ordine e si disperdono tra la folla per raccogliere il superfluo.
    Infatti, c'è ovunque, perché tutto è stato creato dal Figlio ed è in Lui, la vita di tutto ciò che è:
    La Comunità dei Discepoli non è solo custode di questo sovrappiù: essa si costituisce ricercandolo ovunque.
    I discepoli eseguono il comando del Signore, anche se non lo hanno ancora compreso.
    Chi può comprendere questo dono, ma lo custodiscono e ce lo trasmettono giorno dopo giorno, anche se non lo comprendono bene, come vedremo subito dopo sulla barca.
    Dio si è già donato a noi; Egli si aspetta che noi viviamo di Lui, come Lui ha vissuto di noi.

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  3. N.B. Ma c'è anche una pienezza traboccante, che indica la benedizione di Dio. Dodici sono i mesi dell'anno...Dodici gli Apostoli come erano le Tribu' di Israele, Una quantità perfetta di pane condiviso abbonda, abbracciando la totalità del tempo e delle persone.

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