FAUSTI - La Parola, come uno specchio, fa vedere al lettore la sua cecità davanti alla Luce del mondo, perchè possa essere guarito, come avverrà al cieco del cap. 9... Solo se credono in Lui come " Io-Sono" , il Figlio che rivela il Padre, possono avere la luce della vita , diversamente muoiono nei loro peccati (24) Alla domanda sulla sua identità, appena dichiarata, Gesù ribadisce di essere appunto ciò che ha detto e da sempre dice. ha molte cose da dire, e rimproverare, ai fratelli, cose che ha udito dal Padre. Ma essi neppure si accorgono che parla del Padre, annota l'evangelista. In Giovanni i due momenti distinti della Passione e della Resurrezione sono resi con un'unica parola “Innalzare”Infatti Giovanni vede fin dall'inizio la croce come gloria. Ogni volta che parla di innalzamento, dice anche uno dei frutti che esso produce . il dono della vita eterna a chi crede nel Figlio che rivela l'amore del Padre (3,16), la conoscenza di “Io-Sono” come unione intima tra Padre e Figlio offerta a ogni uomo e alla fine, la vittoria sul nemico e l'attrazione al Signore di tutto il mondo. L'opposizione a Gesù raggiunge il suo vertice. La luce entra, come lama, nella profondità delle tenebre : la verità del Figlio si scontra con la menzogna che è nei fratelli. La croce è ormai all'orizzonte.. Gesù non muore, ma è ucciso in nome di Dio, perché ha testimoniato un Dio altro da quello che noi pensiamo. Egli è “IL “ Figlio di Dio che ci mostra il vero volto del Padre, che è amore e servizio, perdono e salvezza per ogni perduto. All'origine della sua uccisione c'è l'ignoranza di Dio come Padre e di se stessi come figli. Infatti chi ignora il Padre, non accetta di essere figlio e uccide sé come figlio , gli altri come fratelli e , alla fine, lo stesso Figlio. La croce è il punto d'arrivo del “peccato del mondo” : è la consumazione ultima del male , oltre cui è impossibile arrivare...Discepolo non è colui che conosce e dice la parola, ma colui che la fa, o meglio," è fatto" da essa. Dimorare nella parola significa avere con essa quella familiarità che ci assimila a Gesù , il Figlio, e ci fa progressivamente conoscere chi è lui e chi siamo noi.la verità è conosciuta solo da chi la vive e nella misura in cui la vive. LA VERITÀ VI LIBERERÀ - La verità del Figlio ci fa liberi perchè ci dà la nostra identità di figli. Gesù intende portare chi lo ascolta a dimorare nella sua parola per conoscere la verità che gli apre la sua vita autentica, nella libertà di figlio di Dio e di fratello dell'altro."Conoscerete " e "libererà" sono al futuro : è il futuro, senza fine , concesso a chi dimora nella sua Parola. Il fine della Parola di verità è la libertà. Secondo la Bibbia invece, l'uomo è libero perchè immagine e somiglianza di quel Dio che è amore . libero perchè suo interlocutore e partner, capace di rispondere all'amore con l'amore. Il vincolo personale con lui, l'Assoluto, lo assolve dal dominio del proprio piacere o del proprio dovere, rendendolo capace di agire secondo l'amore che conosce.Il principio della libertà è quindi l'amore, che ci rende simili a Dio. la libertà cristiana consiste nell'amare come e perchè siamo amati, mettendoci ognuno al servizio dell'altro.
Gesù , luce del mondo ( 8,12), luce vera che illumina ogni uomo( 1,19),è venuto a liberarci dalla menzogna, per restituire a Dio, a noi e ad ogni realtà, il suo volto. la lotta tra verità e menzogna, libertà e schiavitù, si riduce in ultima analisi nell'accettare o meno la realtà di Dio come Padre e di noi stessi come suoi figli. Essa emerge allo stato puro nell'adesione o nel rifiuto del Figlio. Non aderire a Lui significa uccidere la verità nostra e di Dio La menzogna non può uccidere la Verità. Abramo è presentato come modello di fede in Dio e nella sua Parola."Egli credette , e questo gli fu computato a giustizia". Infatti credere che Dio è buono è la giustizia fondamentale dell'uomo, che gli dà un rapporto corretto con sè e con tutto. Chi ha Dio come Padre ama il Figlio che lo fa conoscere. Altrimenti ama una sua idea di Dio, un suo idolo , è figlio di prostituzione. Gesù è uscito e venuto dal Padre tra i fratelli per salvarli con la verità che li fa liberi. Gesù non è uomo che "si è fatto da sè", come dicono i potenti : è Figlio, fatto dal Padre, nel cui amore trova la propria origine e il proprio compimento
PAROLE DEL SANTO PADRE La salvezza soltanto viene dalla croce ma da questa croce che è Dio fatto carne. Non c’è salvezza nelle idee, non c’è salvezza nella buona volontà, nella voglia di essere buoni… No. L’unica salvezza è in Cristo crocifisso, perché soltanto Lui, come il serpente di bronzo, significava, è stato capace di prendere tutto il veleno del peccato e ci ha guarito lì. (Omelia da Santa Marta, 4 aprile 2017)
Antifona Tu mi salvi dai nemici furenti, sui miei avversari mi fai trionfare e mi liberi dall’uomo violento, Signore. (Sal 17,49)
Colletta Dio misericordioso, che susciti nei tuoi figli la volontà di servirti, illumina i nostri cuori purificati dalla penitenza e nella tua bontà ascolta le nostre invocazioni. Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura Dio ha mandato il suo angelo e ha liberato i suoi servi. Dal libro del profeta Daniele Dn 3,14-20.46.50.91-92.95
In quei giorni il re Nabucodònosor disse: «È vero, Sadrac, Mesac e Abdènego, che voi non servite i miei dèi e non adorate la statua d'oro che io ho fatto erigere? Ora se voi, quando udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell'arpa, del salterio, della zampogna e di ogni specie di strumenti musicali, sarete pronti a prostrarvi e adorare la statua che io ho fatto, bene; altrimenti, in quel medesimo istante, sarete gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente. Quale dio vi potrà liberare dalla mia mano?». Ma Sadrac, Mesac e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: «Noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace di fuoco ardente e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dèi e non adoreremo la statua d'oro che tu hai eretto». Allora Nabucodònosor fu pieno d'ira e il suo aspetto si alterò nei confronti di Sadrac, Mesac e Abdènego, e ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadrac, Mesac e Abdènego e gettarli nella fornace di fuoco ardente. I servi del re, che li avevano gettati dentro, non cessarono di aumentare il fuoco nella fornace, con bitume, stoppa, pece e sarmenti. La fiamma si alzava quarantanove cùbiti sopra la fornace e uscendo bruciò quei Caldèi che si trovavano vicino alla fornace. Ma l'angelo del Signore, che era sceso con Azarìa e con i suoi compagni nella fornace, allontanò da loro la fiamma del fuoco della fornace e rese l'interno della fornace come se vi soffiasse dentro un vento pieno di rugiada. Così il fuoco non li toccò affatto, non fece loro alcun male, non diede loro alcuna molestia. Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: «Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?». «Certo, o re», risposero. Egli soggiunse: «Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell'aspetto a un figlio di dèi». Nabucodònosor prese a dire: «Benedetto il Dio di Sadrac, Mesac e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio all'infuori del loro Dio».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale Dn 3,52-56
R. A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, Benedetto il tuo nome glorioso e santo. R.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso, Benedetto sei tu sul trono del tuo regno. R.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini, Benedetto sei tu nel firmamento del cielo. R.
Acclamazione al Vangelo Lode e onore a te, Signore Gesù!
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono e producono frutto con perseveranza. (Cf. Lc 8,15)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Vangelo Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 8,31-42
In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
arole del Santo Padre L’identità cristiana non è una carta che dice “io sono cristiano”, una carta d’identità: no. È il discepolato. Tu, se rimani nel Signore, nella Parola del Signore, nella vita del Signore, sarai discepolo. Se non rimani sarai uno che simpatizza con la dottrina, che segue Gesù come un uomo che fa tanta beneficenza, è tanto buono, che ha dei valori giusti, ma il discepolato è proprio la vera identità del cristiano. E sarà il discepolato che ci darà la libertà: il discepolo è un uomo libero perché rimane nel Signore. E “rimane nel Signore”, cosa significa? Lasciarsi guidare dallo Spirito Santo. Il discepolo si lascia guidare dallo Spirito, per questo il discepolo è sempre un uomo della tradizione e della novità, è un uomo libero. Libero. (Santa Marta, 1° aprile 2020)
FAUSTI - La Parola, come uno specchio, fa vedere al lettore la sua cecità davanti alla Luce del mondo, perchè possa essere guarito, come avverrà al cieco del cap. 9... Solo se credono in Lui come " Io-Sono" , il Figlio che rivela il Padre, possono avere la luce della vita , diversamente muoiono nei loro peccati (24)
RispondiEliminaAlla domanda sulla sua identità, appena dichiarata, Gesù ribadisce di essere appunto ciò che ha detto e da sempre dice. ha molte cose da dire, e rimproverare, ai fratelli, cose che ha udito dal Padre. Ma essi neppure si accorgono che parla del Padre, annota l'evangelista. In Giovanni i due momenti distinti della Passione e della Resurrezione sono resi con un'unica parola “Innalzare”Infatti Giovanni vede fin dall'inizio la croce come gloria.
Ogni volta che parla di innalzamento, dice anche uno dei frutti che esso produce . il dono della vita eterna a chi crede nel Figlio che rivela l'amore del Padre (3,16), la conoscenza di “Io-Sono” come unione intima tra Padre e Figlio offerta a ogni uomo e alla fine, la vittoria sul nemico e l'attrazione al Signore di tutto il mondo.
L'opposizione a Gesù raggiunge il suo vertice. La luce entra, come lama, nella profondità delle tenebre : la verità del Figlio si scontra con la menzogna che è nei fratelli. La croce è ormai all'orizzonte..
Gesù non muore, ma è ucciso in nome di Dio, perché ha testimoniato un Dio altro da quello che noi pensiamo. Egli è “IL “ Figlio di Dio che ci mostra il vero volto del Padre, che è amore e servizio, perdono e salvezza per ogni perduto. All'origine della sua uccisione c'è l'ignoranza di Dio come Padre e di se stessi come figli. Infatti chi ignora il Padre, non accetta di essere figlio e uccide sé come figlio , gli altri come fratelli e , alla fine, lo stesso Figlio. La croce è il punto d'arrivo del “peccato del mondo” : è la consumazione ultima del male , oltre cui è impossibile arrivare...Discepolo non è colui che conosce e dice la parola, ma colui che la fa, o meglio," è fatto" da essa. Dimorare nella parola significa avere con essa quella familiarità che ci assimila a Gesù , il Figlio, e ci fa progressivamente conoscere chi è lui e chi siamo noi.la verità è conosciuta solo da chi la vive e nella misura in cui la vive. LA VERITÀ VI LIBERERÀ - La verità del Figlio ci fa liberi perchè ci dà la nostra identità di figli. Gesù intende portare chi lo ascolta a dimorare nella sua parola per conoscere la verità che gli apre la sua vita autentica, nella libertà di figlio di Dio e di fratello dell'altro."Conoscerete " e "libererà" sono al futuro : è il futuro, senza fine , concesso a chi dimora nella sua Parola.
Il fine della Parola di verità è la libertà. Secondo la Bibbia invece, l'uomo è libero perchè immagine e somiglianza di quel Dio che è amore . libero perchè suo interlocutore e partner, capace di rispondere all'amore con l'amore. Il vincolo personale con lui, l'Assoluto, lo assolve dal dominio del proprio piacere o del proprio dovere, rendendolo capace di agire secondo l'amore che conosce.Il principio della libertà è quindi l'amore, che ci rende simili a Dio. la libertà cristiana consiste nell'amare come e perchè siamo amati, mettendoci ognuno al servizio dell'altro.
Gesù , luce del mondo ( 8,12), luce vera che illumina ogni uomo( 1,19),è venuto a liberarci dalla menzogna, per restituire a Dio, a noi e ad ogni realtà, il suo volto.
RispondiEliminala lotta tra verità e menzogna, libertà e schiavitù, si riduce in ultima analisi nell'accettare o meno la realtà di Dio come Padre e di noi stessi come suoi figli.
Essa emerge allo stato puro nell'adesione o nel rifiuto del Figlio.
Non aderire a Lui significa uccidere la verità nostra e di Dio
La menzogna non può uccidere la Verità.
Abramo è presentato come modello di fede in Dio e nella sua Parola."Egli credette , e questo gli fu computato a giustizia". Infatti credere che Dio è buono è la giustizia fondamentale dell'uomo, che gli dà un rapporto corretto con sè e con tutto.
Chi ha Dio come Padre ama il Figlio che lo fa conoscere. Altrimenti ama una sua idea di Dio, un suo idolo , è figlio di prostituzione.
Gesù è uscito e venuto dal Padre tra i fratelli per salvarli con la verità che li fa liberi.
Gesù non è uomo che "si è fatto da sè", come dicono i potenti : è Figlio, fatto dal Padre, nel cui amore trova la propria origine e il proprio compimento
PAROLE DEL SANTO PADRE
RispondiEliminaLa salvezza soltanto viene dalla croce ma da questa croce che è Dio fatto carne. Non c’è salvezza nelle idee, non c’è salvezza nella buona volontà, nella voglia di essere buoni… No. L’unica salvezza è in Cristo crocifisso, perché soltanto Lui, come il serpente di bronzo, significava, è stato capace di prendere tutto il veleno del peccato e ci ha guarito lì. (Omelia da Santa Marta, 4 aprile 2017)
Antifona
RispondiEliminaTu mi salvi dai nemici furenti,
sui miei avversari mi fai trionfare
e mi liberi dall’uomo violento, Signore. (Sal 17,49)
Colletta
Dio misericordioso,
che susciti nei tuoi figli la volontà di servirti,
illumina i nostri cuori purificati dalla penitenza
e nella tua bontà ascolta le nostre invocazioni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Dio ha mandato il suo angelo e ha liberato i suoi servi.
Dal libro del profeta Daniele
Dn 3,14-20.46.50.91-92.95
In quei giorni il re Nabucodònosor disse: «È vero, Sadrac, Mesac e Abdènego, che voi non servite i miei dèi e non adorate la statua d'oro che io ho fatto erigere? Ora se voi, quando udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell'arpa, del salterio, della zampogna e di ogni specie di strumenti musicali, sarete pronti a prostrarvi e adorare la statua che io ho fatto, bene; altrimenti, in quel medesimo istante, sarete gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente. Quale dio vi potrà liberare dalla mia mano?».
Ma Sadrac, Mesac e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: «Noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace di fuoco ardente e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dèi e non adoreremo la statua d'oro che tu hai eretto».
Allora Nabucodònosor fu pieno d'ira e il suo aspetto si alterò nei confronti di Sadrac, Mesac e Abdènego, e ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadrac, Mesac e Abdènego e gettarli nella fornace di fuoco ardente.
I servi del re, che li avevano gettati dentro, non cessarono di aumentare il fuoco nella fornace, con bitume, stoppa, pece e sarmenti. La fiamma si alzava quarantanove cùbiti sopra la fornace e uscendo bruciò quei Caldèi che si trovavano vicino alla fornace. Ma l'angelo del Signore, che era sceso con Azarìa e con i suoi compagni nella fornace, allontanò da loro la fiamma del fuoco della fornace e rese l'interno della fornace come se vi soffiasse dentro un vento pieno di rugiada. Così il fuoco non li toccò affatto, non fece loro alcun male, non diede loro alcuna molestia.
Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: «Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?». «Certo, o re», risposero. Egli soggiunse: «Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell'aspetto a un figlio di dèi».
Nabucodònosor prese a dire: «Benedetto il Dio di Sadrac, Mesac e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio all'infuori del loro Dio».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dn 3,52-56
R. A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri,
Benedetto il tuo nome glorioso e santo. R.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso,
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno. R.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini,
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo. R.
Acclamazione al Vangelo
RispondiEliminaLode e onore a te, Signore Gesù!
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza. (Cf. Lc 8,15)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Vangelo
Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 8,31-42
In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
Parola del Signore.
arole del Santo Padre
RispondiEliminaL’identità cristiana non è una carta che dice “io sono cristiano”, una carta d’identità: no. È il discepolato. Tu, se rimani nel Signore, nella Parola del Signore, nella vita del Signore, sarai discepolo. Se non rimani sarai uno che simpatizza con la dottrina, che segue Gesù come un uomo che fa tanta beneficenza, è tanto buono, che ha dei valori giusti, ma il discepolato è proprio la vera identità del cristiano. E sarà il discepolato che ci darà la libertà: il discepolo è un uomo libero perché rimane nel Signore. E “rimane nel Signore”, cosa significa? Lasciarsi guidare dallo Spirito Santo. Il discepolo si lascia guidare dallo Spirito, per questo il discepolo è sempre un uomo della tradizione e della novità, è un uomo libero. Libero. (Santa Marta, 1° aprile 2020)